L’animazione 2D continua a essere una delle forme artistiche più affascinanti del mondo visivo. Nonostante l’evoluzione delle tecnologie e la diffusione della grafica 3D, il fascino delle animazioni bidimensionali — dai classici Disney alle moderne produzioni digitali — rimane intramontabile.
Dietro ogni scena animata si nasconde però un articolato e tutt'altro che semplice processo di lavorazione che unisce creatività, tecnica e collaborazione tra i vari professionisti coinvolti. Quella che appare come una sequenza fluida di immagini è in realtà il risultato di numerose fasi di lavoro, ognuna con obiettivi e strumenti specifici, in cui si sta affacciando anche l'integrazione delle AI.
In questo articolo analizzeremo il processo di creazione di una scena animata 2D, dal primo schizzo fino al fotogramma finale. Sebbene in questo contesto ci concentreremo sull’animazione bidimensionale, è molto importante tenere a mente che molte delle fasi descritte sono simili, se non identiche, anche nelle pipeline di animazione per 3D, Motion Graphics e videogiochi.
Pre-produzione: idee, sceneggiatura e storyboard

Il primo passo verso la costruzione di una scena è avere le idee chiare sullo scopo del progetto nel suo complesso. Questa fase prende il nome di ideazione e consente di mettere insieme un primo team di lavoro che si occupa di: sceneggiatura e storyboard.
Prima di scrivere la sceneggiatura vengono definiti tono e flusso narrativo della scena da rappresentare, solo a questo punto gli sceneggiatori scrivono i dialoghi e sviluppano l'azione, garantendo un risultato coerente e coinvolgente per quando lo scritto verrà trasposto in forma visiva.
Chi sviluppa lo storyboard ha il compito di tradurre la sceneggiatura in formato visivo, fornendo un modello di tempi, inquadrature (con tutti gli spostamenti di camera, specialmente per quanto riguarda panoramiche e piani sequenza in cui non sono presenti stacchi) e i movimenti dei personaggi in scena.
A questo punto è possibile individuare complessità e criticità di realizzazione, allineare il team di animatori per la fase successiva di produzione e ultimare la costruzione di un flusso di lavoro efficiente. Non è raro che oltre allo storyboard venga prodotto anche un animatic della scena, ovvero una versione preliminare animata dello storyboard con tempi e audio indicativi per dare un'idea generale di guida per l'animazione finale.
Creazione degli asset: character design, modellazione e rigging

Prima di passare ad animare, è necessario creare il character design dei personaggi, i props (oggetti di scena ricorrenti), gli ambienti e i rigging dei personaggi. In questa fase si "infonde vita" nei personaggi.
Il character design comincia spesso con schizzi, che diventano sempre più dettagliati, con lo scopo di trasmettere la personalità e le emozioni e ne catturano lo stile che caratterizza ogni produzione visiva. Vengono creati per ogni personaggio i Model Sheet, gli studi delle espressioni e la palette colori. Avere un insieme di asset validi è importante per velocizzare la produzione di tutte le scene del prodotto animato; in genere questa è l'unica fase che non andrebbe ripetuta per ogni singola scena.
Le fasi di modellazione e rigging sono fasi che anticamente non erano contemplate nell'animazione 2D, in quanto il processo era eseguito a mano e ogni fotogramma richiedeva di essere disegnato frame by frame, queste tecniche sono molto utilizzate per ridurre i tempi di produzione nelle grosse produzioni, principalmente quelle seriali. Partendo dai Model Sheet, i personaggi vengono trasformati in 3D e all'interno di questi modelli viene inserito uno scheletro che permette la costruzione di movimenti realistici. Gli artisti collaborano in maniera stretta con i rigger per poter unire realismo e appeal estetico. I principali programmi utilizzati a livello professionale sono Maya, Blender, ZBrush, Cinema 4D, Harmony Toon Boom.
Animazione: movimenti e interpolazioni

Lo scopo di questa fase è conferire ai personaggi e agli ambienti movimenti dinamici e caratterizzazione emotiva. Si parte definendo le pose chiave attraverso il Keyframing, definendo tempi e intervalli tra di loro per poter ottenere movimenti fluidi e naturali. In questa fase è possibile anche integrare il Motion Capturing per migliorare il realismo, specie nelle scene complesse di azione.
Regista e animatori collaborano perché ogni intento narrativo sia in linea con le motivazioni dei personaggi. Piccoli dettagli come sguardi, posture ed espressioni facciali trasmettono emozioni, rendono i personaggi più autentici e creano un appeal maggiore per lo spettatore.
Post-produzione visiva: illuminazione, texture e rendering

In questa fase gli artisti simulano luci ed effetti, come le diverse messe a fuoco, per aggiungere ancora più realismo alla scena attraverso le tecniche di compositing. La texture serve a perfezionare e arricchire i modelli di base, mentre il rendering finale sintetizza tutti gli elementi visivi in fotogrammi di alta qualità pronti per il montaggio finale.
Suono e montaggio finale

In questa fase, tutte le componenti elaborate nelle fasi precedenti vengono riunita in sede di montaggio. Vengono fatte eventuali correzioni di luci e colori, per garantire armonia e chiarezza narrativa, i suoni e i dialoghi vengono sincronizzati con la traccia video, ultimando tutto con transizioni per dare ritmo alla scena.
L'attenzione da dedicare ai dettagli è cruciale per la corretta realizzazione di questa fase. La rappresentazione artistica finale deve essere in linea con la visione del regista e, se già sviluppate, con le altre scene del progetto. Lo scopo è portare sullo schermo una scena che risulti credibile, coinvolgente e curata per il pubblico.
Conclusione: l’animazione come arte collaborativa

Per creare una scena animata sono necessari effort e sinergia collaborativa, con livelli di specializzazione in ambiti diversi. Come si è potuto notare, ogni fase è interconnessa alla fase successiva e c'è un grande bisogno di precisione e abilità tecnica perché il processo creativo funzioni efficientemente. Lo sforzo di tutti i team coinvolti trasforma le narrazioni concettuali in narrazioni visive forti e avvincenti che coinvolgono spettatori di tutte le età nelle storie raccontate sullo schermo.
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