Perché l’Animazione 2D Racconta le Emozioni Meglio di Qualsiasi Altro Linguaggio

Il segreto dell’animazione 2D: come un semplice tratto ha il potenziale di far piangere, ridere ed emozionare più di qualsiasi film Live Action

L’Animazione come Linguaggio Emotivo

Fin dai suoi inizi, l’animazione non è stata solo movimento: è comunicazione visiva delle emozioni.

Walt Disney fu uno dei primi a comprenderlo. Negli anni Trenta, il suo studio elaborò i 12 principi dell’animazione, tuttora fondamentali sia per l'animazione tradizionale in 2D che per l'animazione in 3D. Tra questi, tre sono cruciali per trasmettere sentimenti:

- Squash and stretch: dà vita e peso ai personaggi.

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- Anticipation: prepara al movimento rendendo le azioni credibili.

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- Timing e Spacing: definiscono il ritmo, il carattere e l’intensità emotiva di ogni gesto.

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Un personaggio che si schiaccia e si allunga mentre corre non si muove soltanto: comunica energia, paura o entusiasmo.

Il Linguaggio del Movimento: L’Eredità di Tex Avery

Negli anni Quaranta e Cinquanta, Tex Avery rivoluzionò l’animazione con l’esagerazione, creando così una una aperta competizione con il metodo insegnato negli studi Disney in quesgli anni.
Corpi che si allungano, occhi che saltano fuori dalle orbite, reazioni sproporzionate: tutto per rendere le emozioni immediatamente leggibili.
Celebre l'esempio dei cortometraggi Caccia alle anatre (Porky's Duck Hunt) della serie Looney Tunes del 1937, da lui diretto, e Caccia all'anatra (Daffy Duck & Egghead) dell'anno successivo a colori.
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Ovviamente questo comporta anche che le leggi della fisica vengano volutamente ignorate in favore di una comunicazione più immediata dei movimenti e delle espressioni

La Poesia del Disegno: Miyazaki e Takahata

Se autori come Avery esploravano la comicità e il ritmo, altri hanno reso l’animazione un linguaggio poetico.

Spostandoci in oriente, il famosissimo troviamo Hayao Miyazaki dello Studio Ghibli, maestro di questa dimensione. Nei suoi film, la natura diventa protagonista emotiva:

Ne Il mio vicino Totoro (となりのトトロ - Tonari no Totoro) del 1988, il vento e la pioggia trasmettono emozioni pure e sono protagonisti tanto quanto i personaggi principali. A riprova basta guardare anche i titoli della colonna sonora del film di Joe Hisaishi: The Path of the Wind.

Ne La città incantata (千と千尋の神隠し Sen to Chihiro no kamikakushi) del 2001 il mondo fantastico reagisce e interagisce con la protagonista, diventando il contenitore che detta le leggi su come i diversi personaggi si debbano comportare al suo interno.

D'altronde secondo Miyazaki:

[…] gli dei si trovano nel buio. Possono a volte mostrarsi alla luce, ma solitamente vivono nel cuore di foreste o montagne. Quando viene creato un luogo sacro, gli dei vi scivolano dentro.
Questo senso dell’oscurità è quella sorta di venerazione che i giapponesi provano per alcune foreste e oggetti naturali; in breve è una primitiva religione animistica.
ARNALDI V. Il mio vicino Totoro – Il film icona di Hayao Miyazaki, Roma, Ultra Shibuya, 2018, p. 63

Anche Isao Takahata, l'altro fondatore dello studio Ghibli, nel 2013 con La storia della Principessa Splendente (かぐや姫の物語, Kaguya-hime no monogatari), porta la sperimentazione al massimo: il tratto del disegno cambia con le emozioni, rapido e incompleto nei momenti di tensione, quasi “attraversato” dai sentimenti della protagonista.

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Quando Realtà e Animazione si Incontrano

Non sono rari i casi in cui animazione e live action si sono incontrati nello stesso film e gli autori hanno avuto modo di esplorare un nuovo modo di raccontare integrando entrambi i linguaggi.

Uno dei 12 principi dell'animazione, il principio dell'Attrattiva, stabilisce che i personaggi animati debbano risultare interessanti per il pubblico attraverso la decodificazione di alcuni tratti fisici che vengono estremizzati, oppure movenze esgerate o particolari. Questo principio mira a costruire una capacità che nel live action è totalmente affidata all'attore che interpreta un ruolo: attorialità coerente con la personalità del personaggio. Il tentativo di unire questi due aspetti su schermo si è concretizzato principalmente in:

- Alice Comedies (anni ’20): una serie di cortometraggi del primo studio fondato da Disney, il Laugh-O-Gram Studio, in cui una bambina reale entrava a far parte di un mondo animato.

- Mary Poppins (1964): attori e disegni nello stesso spazio, ma con nette divisioni tra le sequenze miste e quelle solo in live action.

- Who Framed Roger Rabbit (1988): in cui si può apprezzare un'integrazione perfetta tra cartoon e attori reali per tutta la durata del film.

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L’Animazione 2D: Un Linguaggio in Continua Evoluzione

L’animazione è un linguaggio che ad oggi si esprime in disegno tradizionale, computer grafica, stop motion e motion capture. Le tecnologie sono cambiate, aggiornandosi ed evolvendosi, ma l'animazione conserva sempre il suo core, restando espressione visiva che crea, come hanno evidenziato Frank Thomas e Ollie Johnston nel titolo del loro libro del 1986, “The Illusion of Life”.

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