Tanabata; raccontare in animazione una leggenda tra cielo e memoria

Tanabata è un cortometraggio animato in lavorazione che reinterpreta l’antica leggenda giapponese attraverso un linguaggio visivo ispirato all’animazione 2D degli anni ’90. L’articolo racconta la nascita del progetto, il processo creativo e le scelte narrative dietro personaggi, ambientazioni e stile, offrendo uno sguardo approfondito sullo storytelling visivo e sull’animazione come mezzo per dare vita a storie poco conosciute.

Una notte stellata

Alcune storie nascono da un’idea precisa e sembrano già avere una struttura già solida; altre nascono da curiosità che ci vengono riportati nella vita di tutti i giorni. Tanabata appartiene a questa seconda categoria.

Più o meno è andata così: una sera d’estate, il cielo sopra la testa e un gruppo di amici che si raccontano leggende legate alle costellazioni che stavano osservando. Tra queste una in particolare mi rimane impressa: una storia giapponese, lontana dalla cultura occidentale, fatta di distanza e attesa. Comincio a fare ricerche più approfondite e realizzo di volerla raccontare.

Un progetto che ritorna

Tanabata non è un progetto completamente nuovo; è, in un certo senso, un ritorno alle origini. Esiste una prima versione pubblicata nel 2014 su YouTube, la avevo realizzata durante il periodo universitario disegnando per lo più tutto a mano e cercando di animare in fase di montaggio. Il risultato è un lavoro essenziale, minimale e scarno, costruito con il poco tempo disponibile allora. Un anno intero ci è voluto per completarlo, con una narrazione ridotta all’osso e personaggi appena accennati.

La versione odierna di Tanabata prende forma come un cortometraggio più ambizioso e consapevole, che cerca di approfondire tutti gli aspetti tralasciati e per ragioni di tempo trascurati: i personaggi, il mondo, il respiro della storia.

Per chi fosse curioso di vedere l'originale.

Una leggenda lontana, raccontata oggi

Alla base del progetto c’è la leggenda tradizionale giapponese stessa che racconta di due innamorati che vengono separati perché trascurano i propri doveri e si possono riunire solo la settima notte del settimo mese, salvo maltempo.

Questa è una di quelle storie che, a differenza delle fiabe occidentali più diffuse, non fa parte del nostro immaginario culturale quotidiano. Non è una storia dei fratelli Grimm, né una narrazione che si incontra facilmente crescendo ed è proprio questo uno degli elementi centrali del progetto: portare lo spettatore a contatto con qualcosa di meno familiare.

Un equilibrio tra storia e fantasia

L’ambientazione che caratterizza assieme ai personaggi Tanabata si può definire ibrida: un Giappone ispirato all’epoca Edo, sospeso sopra al di sopra delle nuvole. Si è provato a unire riferimenti storici e culturali con elementi leggendari prendendosi alcune libertà narrative. Un esempio è la figura dell’Imperatore Celeste Tentei: un personaggio che, pur appartenendo alla tradizione, viene rappresentato con tratti più emotivi e meno distaccati rispetto alla cultura orientale classica. In alcuni momenti perde la calma e si lascia attraversare da reazioni visibili.

L’ambientazione non reagisce alle azioni attuate dai personaggi. Fa eccezione una scena chiave: la separazione. Nel momento in cui l’Imperatore Celeste distrugge il ponte del regno di Amanogawa, dividendo i due protagonisti, il mondo smette di essere sfondo e diventa partecipe dell'azione. Sottolinea la potenza del personaggio dell'Imperatore, in grado appunto di piegare persino l'ambiente al proprio volere. È anche una delle sequenze più complesse da realizzare e animare ad oggi già solo dallo storyboard.

Anche i due protagonisti, Orihime e Hikoboshi, restano fedeli alla leggenda, ma con alcune variazioni significative: la prima è costruita seguendo i canoni di una principessa giapponese nei modi (quindi è molto consapevole dei propri doveri, della sua posizione sociale e del suo ruolo atto a non mettere in discussione il volere dell'Imperatore, ma assolverlo) mentre Hikoboshi viene reinterpretato come un nobile che si prende cura dei suoi buoi e non è un semplice pastore. C'è una scelta narrativa precisa dietro a questo cambio: in questo modo, il loro matrimonio diventa plausibile all’interno del contesto sociale e storico rappresentato. Matrimonio che, da notare, non nasce dall’amore, ma da un ordine imposto dall’Imperatore e dal quale poi nasce il sentimento che lega Orihime e Hikoboshi.

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Un’estetica che guarda agli anni ’90

Dal punto di vista visivo, Tanabata si ispira a una tradizione ben precisa: l’animazione 2D degli anni ’90 che ha come influenze il Rinascimento Disney e lo stile di Don Bluth. Lo stile è caratterizzato da linee pulite, attenzione al movimento e cura della composizione con la luce che gioca un ruolo centrale nel guidare lo sguardo, costruire l'atmosfera e fungere da chiave di lettura. La musica e i suoni contribuiscono alla costruzione del mondo e all'immersività delle scene, funzionando come accenti emotivi.

Animazione tradizionale e AI: uso consapevole

Il processo di lavorazione, realizzato con la suite Adobe, segue la pipeline tradizionale:

- Animazione;

- Montaggio;

- Compositing.

Accanto a questo processo standard, è entrata in gioco l’intelligenza artificiale generativa per snellire alcuni processi creativi che ho notato per me essere molto complessi, soprattutto per:

  • La costruzione degli ambienti;

  • I pattern dei kimono.

Alcuni elementi, come i dettagli dei tessuti, si sono rivelati estremamente difficili da realizzare manualmente e di conseguenza da animare. Al momento attuale, sono il grosso degli elementi in lavorazione.

Un progetto pilota

Tanabata non è solo un cortometraggio, ma un personale banco di prova pensato come apripista ai progetti futuri, alcuni dei quali sono già stati annunciati sul sito, e che saranno sicuramente più ambiziosi e impegnativi di questo. Rappresenta l'inizio di quello che è il progetto di Virtuosa anche in futuro: una chiave per raccontare delle storie poco conosciute che hanno alla base anche un processo di documentazione e rielaborazione.

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